Emissioni inquinanti: l’importanza dei sistemi di filtrazione

La riduzione delle emissioni inquinanti di polveri, fumi e gas prodotti dalle lavorazioni industriali è una sfida che non lascia spazio a passi indietro o a cambi di rotta, né per gli imprenditori né tantomeno per i governi nazionali. Perché quando a essere in gioco sono la salute e la qualità della vita delle popolazioni che vivono vicino ai siti di produzione, occorre una programmazione che consenta di minimizzare il rischio. E ciò deve accadere ben prima che la concentrazione di gas nocivi in atmosfera sfori i limiti imposti dalla legge. Non si tratta, quindi, di una risposta alle emergenze ma di un lavoro quotidiano. Per le imprese, superata da parecchi anni la fase delle misure emergenziali, tale programmazione è d’obbligo. Considerando l’altissimo livello di attenzione che l’opinione pubblica e la comunità scientifica mantengono riguardo alle emissioni inquinanti, del resto, non potrebbe essere altrimenti. 

A dimostrazione dell’importanza della questione, basta pensare a dei recenti studi che quantificano in più di trentamila decessi l’anno il tributo che l’Italia paga alle polveri sottili (dati stateofglobalair.org). Certo, le emissioni inquinanti generate da lavorazioni industriali sono solo un piccolo pezzo di un puzzle molto più grande e che coinvolge praticamente ogni aspetto della nostra vita, ma qui le soluzioni non mancano.

Noi di Tama Aernova lo sappiamo bene: grazie ad una trentennale esperienza nel campo della filtrazione dell'aria, siamo tra i leader di settore a livello internazionale nella progettazione, produzione e fornitura di prodotti per la depurazione dell’aria da polveri, fumi e gas provenienti dalle varie fasi delle lavorazioni industriali. Siamo attivi in tutti i settori – dal taglio termico alla chimica farmaceutica – e ci troviamo quotidianamente alle prese con legislazioni e condizioni di produzione molto diverse: da quelle molto rigide dei paesi nordeuropei ai tentativi di regolamentazione dei Paesi in via di sviluppo.

L’ha spiegato bene il nostro presidente Giovanni Coletti:

  • Al passo indietro degli USA negli accordi di Parigi sul clima e la riduzione delle emissioni inquinanti è seguita una deregulation da parte delle aziende a livello mondiale oppure la politica incide poco sulle scelte dei grandi gruppi industriali?

    «Su questo tema il presidente Trump è rimasto solo a livello mondiale. Gli accordi di Parigi di fatto mettevano in crisi il sistema industriale americano, vincolandolo a installare gruppi filtranti e a adeguarsi a normative molto più rigide. Ma gli altri Paesi, dal dragone cinese alla tigre indiana, fino alle economie emergenti dell’ex blocco sovietico, si stanno orientando verso l’applicazione di normative sempre più rigorose in tema di emissioni inquinanti industriali, avvicinandosi progressivamente all’Europa».
  • In Italia quanto hanno pesato gli scandali Ilva, il processo Eternit e in generale l’attenzione di media e opinione pubblica sul sistematico sforo dei limiti di polveri sottili in atmosfera nella Pianura padana?

    «Sicuramente l’opinione pubblica ha fatto sentire la sua voce, ma oggi il sistema italiano e quello europeo si sono adeguati alle normative. Anche la sensibilizzazione degli industriali è molto alta. Ci sono parecchie industrie, che si sono date come mission la tutela ambientale, che si impongono limiti nelle emissioni inquinanti molto più rigidi rispetto a quelli europei. Poi occorre fare chiarezza: l’emergenza smog nelle città padane non dipende tanto dagli scarichi industriali quanto dai sistemi di riscaldamento-raffreddamento domestici, che immettono nell’atmosfera inquinanti diversi e molto più subdoli rispetto a quelli che caratterizzano il mondo industriale».
  • Cosa possono fare le imprese per ridurre il carico di emissioni inquinanti in atmosfera?

    «Rivolgersi ad aziende specializzate in grado di fornire una vasta gamma di filtri e prodotti standard, ma soprattutto di progettare e costruire prodotti personalizzati in base ai tipi di inquinanti prodotti, che rispettino fedelmente le normative tecniche e legislative di riferimento. Noi come Tama Aernova non ci limitiamo a questo: continuiamo a fare ricerca applicata, a progettare prototipi, filtri dalle prestazioni migliori e sistemi che possano essere validati da enti nazionali e internazionali. Con la nostra tecnologia, siamo riusciti a entrare negli ambienti di combustione della biomassa per la produzione di energia elettrica, abbattendo in modo significativo gli inquinanti da caldaie biomassa sia a Londra che a Belfast».

Fonte: Edizione speciale del periodico "Industria" - Maggio 2018 - pag. 27

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